17.5.17

• Recensione •
I custodi di Slade House di David Mitchell

David Mitchell
I custodi di Slade House

Frassinelli
6 settembre 2016
rilegato • 233 pagine
€ 19.00 • amazon.it
Voltato l'angolo di una via di Londra, proprio dove occhieggiano le vetrine di un popolare pub inglese, lungo il muro di mattoni che costeggia un vicolo strettissimo, se tutto gira per il verso giusto, troverete l'ingresso di Slade House. Un perfetto sconosciuto vi accoglierà chiamandovi per nome e vi inviterà a entrare. La vostra prima reazione sarà la fuga. Ma presto vi accorgerete che allontanarsi è impossibile. Ogni nove anni, l'ultimo sabato di ottobre, gli abitanti della casa - una sinistra coppia di gemelli - estendono il loro particolare invito a una persona speciale, sola o semplicemente diversa: un adolescente precoce, un poliziotto fresco di divorzio, un timido studente universitario. Ma che cosa succede, veramente, dentro Slade House? Per chi ha varcato la soglia, scoprirlo è questione di un attimo. Ed è già troppo tardi. Raccontato nell'arco di tempo compreso tra il 1979 e la notte di Halloween del 2015, in puro stile Mitchell, I custodi di Slade House è una storia gotica nella quale l'autore ci porta in una realtà parallela abitata dalle molte anime che popolano i suoi romanzi.
Recensione
1979.
1988.
1997.
2006.
2015.
Ogni nove anni, alla fine di ottobre (giusto giusto in tempo per Halloween, va' le coincidenze!) in Slade Alley, un vicolo buio e claustrofobico di Londra, appare dal nulla, così, di punto in bianco, una porticina nera, di ferro, di quelle che di solito fungono da entrata posteriore nei giardini delle villette dei quartieri residenziali. La porticina in questione sembra confermare la regola: attraversandola ci si ritrova in un rigoglioso e quasi fiabesco giardino che circonda l'imponente Slade House, con i suoi proprietari pronti ad accogliere i visitatori... non proprio inaspettati.


"Se qualcuno ti ammazzasse qui", osservo, "non se ne accorgerebbe nessuno." La mamma mi ignora. Forse non era una cosa molto normale da dire. Siamo circa a metà del vicolo quando lei si ferma: "Che mi venga un colpo!" C'è una porticina di ferro nera nel muro di mattoni. È veramente piccola. Io sono alto un metro e quarantotto e la porta mi arriva appena agli occhi. Una persona grassa faticherebbe a entrare. Non ci sono maniglie, né serrature o fori sui bordi. È nera. Nera come il nulla, come i buchi fra le stelle. "Come diavolo abbiamo fatto a non vederla?" dice la mamma.
C'è soltanto un piccolo dettaglio che rischia di rovinare il momento: una volta attraversata la porticina in Slade Alley, nulla è come sembra. Mai. Perché nulla è reale.
A questo punto è necessario che vi parli un po' di Norah e Jonah, i due gemelli residenti in Slade House i quali, come un po' tutti i gemelli della letteratura e della cinematografia, non sono esattamente dei padroni di casa ideali. Il loro senso dell'ospitalità è... come dire... lievemente distorto.

Dai caratteri opposti e complementari in stile yin e yang, dotati di singolarissime capacità mentali affinate e potenziate in gioventù, Norah e Jonah sono riusciti a concretizzare uno degli eterni desideri degli uomini: l'immortalità. Come sempre, c'è un prezzo da pagare e un "obbligo" da rispettare per poter conservare questa condizione: in questo caso specifico, i due gemelli si cibano di anime. Non di anime qualsiasi, per carità, ma di anime appartenenti ad una precisa categoria di persone, i cosiddetti Dotati che, manco a dirlo, sono all'oscuro di tutto ciò. Proprio per questo, i gemelli saranno definiti "vampiri di anime", anche se, suvvia, secondo me non sono paragonabili a Vlad Țepeș o al più recente Voldemort, che pasteggiava con sangue di unicorno... dopotutto uccidono solo ogni nove anni! 😂

Ad ogni modo i Dotati, delle vere e proprie prede, vengono attirati a Slade House come falene ad una fiammella, ed oltre la porticina nera si materializzerà per loro una realtà "virtuale" creata ad hoc di volta in volta da Norah e Jonah. Tutto ciò che le vittime vedono, sperimentano, toccano, ascoltano è costruito appositamente per loro. Tutto è frutto della creazione dei gemelli che, per ottenere un risultato il più possibile verosimile, si basano sulla personalità delle vittime, sulle loro paure, speranze, esperienze pregresse arrivando a costruire la trappola perfetta in cui i Dotati entrano praticamente di loro spontanea volontà.

Leggendo I custodi di Slade House è quindi impossibile rilassarsi, perché la situazione si ribalterà ancora e ancora e ancora, in un crescendo condito da una tensione sempre più palpabile fra i due gemelli, con Jonah più spericolato e sprezzante degli eventuali pericoli e Norah più prudente e, per questo, pronta al rimprovero. Col tempo, infatti, diventa sempre più complicato riuscire ad attirare e a far sparire persone senza particolari conseguenze e a tenere segreta Slade House. Il progresso tecnologico porta a condurre indagini sempre più rigorose e precise per i casi di sparizione. Le voci su quella misteriosa villa in Slade Alley si moltiplicano, e arrivati agli anni 2000 risulta ormai un tantinello strano che quella vera e propria reggia che è Slade House sorga in quello che è uno spazio dove non potrebbe materialmente sorgere e che, soprattutto, non sia minimamente rilevabile nemmeno dal satellite di Google Maps.

Con elementi che non possono non richiamare alla mente il numero 12 di Grimmauld Place, quartier generale dell'Ordine della Fenice, e i cattivoni di Sailor Moon con le loro brame sui cristalli del cuore, I custodi di Slade House cattura subito, accende la curiosità dalle primissime pagine e tiene incollati fino alla fine. Ci sarebbero solo un paio di piccole critiche, da parte mia, su un palese spiegone di Norah e Jonah sulle loro modalità d'azione e sulle motivazioni che li spingono a fare ciò che fanno che risulta davvero poco spontaneo e verosimile, oltre ad un registro linguistico poco adeguato nei capitoli in cui le vicende sono narrate dal punto di vista di un personaggio femminile, dato che in questi casi non si nota la benché minima differenza. Sono comunque piccoli nei tranquillamente perdonabili per questo romanzo appassionante, sorprendente e pauroso quanto basta!
Voto

L'autore
David Mitchell è nato nel 1969 a Southport, nel Lancashire, è laureato in Letteratura inglese e americana e ha conseguito un ulteriore diploma in Letteratura comparata mentre lavorava in una libreria di Canterbury. Ha vissuto in Giappone, insegnando inglese, dal 1994 al 2003, quando si è trasferito in Irlanda con la moglie e i figli, e ora si dedica a tempo pieno alla scrittura. Per Frassinelli ha già pubblicato Nove gradi di libertà, vincitore del Mail on Sunday/John Llewellyn Rhys Prize e finalista del Booker Prize, Sogno numero 9, A casa di Dio, I mille autunni di Jacob de Zoet, l'acclamato Cloud Atlas - L'atlante delle nuvole, anch'esso finalista del Booker Prize, e dal quale è tratto l'omonimo film dei fratelli Wachowski, e Le ore invisibili.

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