25.4.17

• Book-free day •
Beauty and the Beast

🎵  È una ragazza assai particolare                 
                                e legge sempre, che virtù! 🎵


Legge sempre sì, ma... bonjour, gente, e buon 25 aprile!
Come anticipato (ma chiaramente in ritardo), rieccomi con un nuovo post per presentarvi una novità che di quando in quando farà capolino qui sul blog: si tratta del Book-free Day!

Sì, sì, lo so, questo è un blog letterario quindi è piuttosto ovvio aspettarsi contenuti principalmente a tema libresco, no? Beh... principalmente, appunto! Ma ogni tanto, fra recensioni, segnalazioni, citazioni [e tutto quanto possa venirvi in mente che finisce in -ONI (tranne quello. Tranne quello!!)], inizia a farsi sentire la necessità di staccare un pochino e dedicarsi anche ad argomenti più frivoli - che male non fa - o che semplicemente non hanno molto a che fare con i libri ma che comunque, per un motivo o per un altro, mi piacerebbe trattare qui sul blog. Ed ecco che in soccorso arriva, appunto, il Book-free Day, pensato per essere una rubrica a cadenza casuale (leggi: quanno me pare) che mi salverà umore e blog soprattutto in periodi neri da blocco del lettore, o quando la mia pazienza sarà messa a dura prova da libri mattonazzi che mi porteranno via più tempo del previsto.

Sperando che l'ideuzza vi piaccia e vi diverta, passo ad introdurre l'argomento di questo primo Book-free Day precisando che, essendo questa una sorta di inaugurazione della nuova rubrica, la presenza dei libri si farà ancora un po' sentire... Sto parlando, infatti, di Beauty and the Beast, al cinema dal 16 marzo, remake in live action del classico Disney del 1991, tratto dalla famosa ed antica fiaba europea La bella e la bestia.


Nell'attesa di questo film, il fermento internettiano era palpabile da mesi e le aspettative erano davvero alte, sia perché, lo sappiamo, è quello che normalmente avviene quando si diffonde la notizia di un remake Disney, sia per la bellezza della storia che fa sognare da sempre, sia per le varie star reclutate nel cast (Emma Watson, Dan Stevens, Kevin Kline, Ewan McGregor, Ian McKellen, Emma Thompson...).
Per quanto mi riguarda... ecco... Questo da diverso tempo è uno dei miei classici Disney preferiti, per tutta una serie di motivi che non sto qui a spiegarvi, quindi capirete bene che sono entrata in sala con moooolta cautela e un pizzico d'apprensione, tentando di tenere a freno le aspettative. Col senno di poi, ho fatto benone, considerate tutte le perplessità sorte durante la visione ed anche dopo, ripensandoci su.

La prima perplessità risale a parecchio tempo prima che il film arrivasse al cinema, quando si iniziava a parlare proprio del cast, in merito alla scelta di Emma Watson per il ruolo di Belle. Anche da piccola, mi sono sempre resa conto della forza e del carattere di questo personaggio così indipendente, così "alternativo" e al di sopra dei pettegolezzi della comunità in cui vive, di cui non si cura affatto, ma è sempre stata altrettanto evidente la sua infinita dolcezza - tipicamente disneyana, of course - che non riuscivo a trovare nella Watson. A questo, ovviamente, si aggiunge il fatto che Emma, sia per una questione anagrafica sia per mancanza d'esperienza, non può certo essere paragonata a mostri di bravura del calibro di Meryl Streep (per dire) e quindi, almeno ai miei occhi, ancora non si è liberata del fardello di quel personaggione che è Hermione Granger.


Ma devo essere sincera: alla fine se l'è cavata e, anzi, ho apprezzato quell'indole più risoluta e femminista della sua Belle!

Rimanendo sempre in tema personaggi, è automatico passare alla Bestia. Mentre quella del remake appare più burbera, sofferente, ombrosa anche quando ormai il rapporto con Belle diventa più stretto ed intimo, nell'originale il suo lato giocoso è oggettivamente più evidente, sia prima che dopo il passaggio da sequestratore incazzato col mondo a bestiolina addomesticata e altruista. Diciamocelo: la Bestia versione cartoon ha quasi sempre un'aria da cucciolone, escludendo le primissime scene della prigionia di Maurice prima e di Belle poi.

 

Tralasciando altri particolari come la profonda antipatia del Chicco in computer grafica o l'analisi dettagliata dei vari altri personaggi, sennò facciamo notte, passo direttamente a scenografia e montaggio. Tuuuuutto molto bello, per carità, hanno saputo rendere perfettamente l'atmosfera settecentesca della vicenda, anche con i costumi, ma probabilmente... si sono sforzati troppo. L'arredo del castello è di una pesantezza barocca infinita, tutto troppo ricco, decorazioni intricatissime in ogni angolo, dal pavimento fino alla punta della torre più alta. Risultato? Non si riesce a distinguere NULLA.
Prendiamo Lumière Tokins in versione candelabro ed orologio: nove volte su dieci, dato che sono metallici, dorati e barocchi anch'essi, si confondevano completamente con tutte le volute e gli infiorettamenti e quindi me li perdevo in mezzo al resto dell'arredamento. A quelli della Disney non è ancora arrivato il concetto che less is more, evidentemente. Oppure, e qui andiamo di male in peggio, avranno pensato che per ottenere un bel prodotto finale fosse necessario infarcire ogni singolo fotogramma di quintalate di ROBA che avrebbero confuso e rimbambito gli spettatori, aggiungendo altro caos con un montaggio serratissimo.
Il balletto di stoviglie e suppellettili su Stia con noi? Un giramento di testa che non vi dico.


A tal proposito, nota (oh, the irony) dolentissima: le canzoni.
Tante canzoni.
Troppe canzoni.
Come se non fossero abbastanza quelle dell'originale, persino NUOVE canzoni.
Dai, sinceramente: se in un cartone animato tutto questo cantare e canticchiare e ballare cantando ha un senso e può risultare piacevole - sempre che non si arrivi alle scatole disintegrate come con quella piaga di Frozen -, in un film con attori in carne ed ossa la questione cambia. In questo caso diventa automaticamente tutto più realistico (per quanto possa essere realistico un film con oggetti parlanti e un principe tramutato in bestia la cui sorte dipende da una rosa tenuta sotto vetro) e, se non si è patiti di musical, la rottura di scatole, quella vera e prepotente, è dietro l'angolo.
Avrei trovato molto più piacevole giusto un accenno di qualche strofa qua e là, per rendere omaggio al classico, invece di far cantare, ad esempio, T U T T O Il racconto di Belle (a.k.a. Bonjour) che, vi giuro, sembrava non finire più.
Non contenti, invece di puntare sull'inevitabile saudade di chi con la Disney c'è cresciuto e conosce a memoria ogni singola canzone, e che quindi avrebbe potuto sopportare tutto ciò più volentieri, che ti combinano al momento della traduzione in italiano? L'eresia. La bestemmia. TI CAMBIANO I TESTI. Il senso di questa scelta, sinceramente, ancora mi sfugge: durante la fase di traduzione pre-doppiaggio, per forza di cose, si è costretti a prendersi più di una libertà nell'adattamento dei dialoghi, per far combaciare un minimo battute e labiale; ma dal momento che l'impresa comunque si complica quando un attore straniero canta, e la perfezione non si raggiunge mai, non potevano evitare di mettere le manacce sui testi originali e farci tutti più contenti?
Per fortunissima, si sono salvati in calcio d'angolo lasciando pricisa 'ntifica [Camilleri docet] quella magica, meravigliosa, perfetta canzone del ballo, intitolata, appunto, La Bella e la Bestia. Fiumi di lacrimoni, che ve lo dico a fare.


Ultima critica, e giuro che poi basta, riguarda la recitazione: eccessivamente teatrale, ammiccante, quasi forzata che non posso non notare in ogni remake di film Disney. Appare sempre tutto molto poco spontaneo, come se gli attori tenessero a sottolineare ad ogni battuta che sì, stanno proprio omaggiando i personaggi originali, ma così facendo non fanno altro che ricordarti in ogni istante che stai guardando... persone che recitano. Avete presente quella sensazione di essere assorbiti completamente dalla vicenda, tanto da dimenticarvi di tutto quanto vi circonda e addirittura (esagero) di esistere? Ecco, questo è quello che si prova quando si guarda UN BEL FILM, e in questo caso... non l'ho provato.

Chicca simpatichina e gradevolissima: l'omosessualità di Le Tont, appena accennata, che ho apprezzato molto. A dirla tutta, non viene nemmeno rimarcata chissà quanto, si perde talmente tanto in mezzo a quel vorticoso circo settecentesco che davvero non mi spiego tutto il polverone che si è sollevato, manco ci provasse spudoratamente con Gaston in ogni scena. Ma poi, dai, tutto quest'urlare allo scandalo QUANDO POI C'È LUI.


Lui che appare in tre scene in croce per pochi secondi, più che sufficienti per farsi ADORARE. Ammirate la sua postura, lo sguardo di gratitudine che lancia a Madame Guardaroba, notate la fierezza con cui si prepara a sfoggiare abito e parrucca e trucco avanzando FABULOUS in mezzo alla marmaglia impegnata nella lotta contro mobili e suppellettili! A D O V O.

E insomma... adesso prendete tutto 'sto po' po' di papiro e mettetelo da parte, perché se avete intenzione di andare al cinema... andateci. Sì, secondo me almeno una volta è da vedere sul grande schermo: ci sono parecchi piccoli omaggi belli e commoventi che non si possono perdere, per i quali vale la pena di sopportare la palla abnorme del musical. È tutto molto frettoloso e non ci si sofferma bene su niente, è vero, ma a partire dalla scena nella biblioteca il film migliora nettamente, diventando visibilmente più intenso (ma questo solo perché la storia originale è indubbiamente magica ed affascinante).
Questo non toglie che, se devo scegliere cosa rivedere, senza dubbio mi butto sull'originale senza pensarci due volte, molto probabilmente guidata anche dal valore affettivo, ma bisogna ammettere che la scena del ballo vale tutto il film. Quella e la battuta finale che Belle lancia al principe: «Hai mai pensato di farti crescere la barba?».
E niente, ciccio. Non hai speranze. Pure a Belle piacevi di più come Bestia.



Potrei mai chiudere quest'elogio del classico Disney senza un'immersione in piena atmosfera Nineties?! GIAMMAI!
Indi per cui, beccatevi La bella e la bestia cantata da Gino Paoli e Amanda Sandrelli in questo video dalla risoluzione imbarazzante.
Ciapa lì!

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