14.3.16

{ Recensione } - "Fino alla fine del mondo" di Tommy Wallach

● Autore: Tommy Wallach
● Titolo: Fino alla fine del mondo
● Titolo originale: We All Looked Up
● Editore: Piemme
● Collana: Freeway
● Data di pubblicazione: 10 novembre 2015
● Pagine: 388
● Formato: brossura
● Prezzo: € 17.00
● eBook: € 8.99
● Dove: Amazon.it
L'asteroide Ardor ha il 66 per cento di probabilità di colpire la Terra, distruggendola. Potrebbe accadere entro due mesi. Potrebbe accadere sul serio. Due mesi è un tempo irrisorio oppre eterno. Dipende. Può essere impiegato per disperarsi oppure per commettere ogni sorta di nefandezza, oppure per ridefinire ciò che siamo, liberandoci dalle etichette che abbiamo lasciato che ci appiccicassero addosso. A Seattle quattro ragazzi stanno aspettando la fine del mondo. C'è lo sportivo, la puttana, lo sfigato, la studentessa brillante. Hanno due probabilità su tre che quei mesi siano l'ultima occasione per fare qualcosa che abbia un senso. Non per essere degli eroi e nemmeno per dimostrare niente a nessuno, ma solo per diventare se stessi, trasformando le proprie vite in qualcosa che abbia avuto senso vivere.
Recensione
Momento confessione: non mi capita di leggere spessissimo gli young adult. Di solito non mi faccio molto condizionare dal genere letterario, perché se un libro è scritto bene si fa divorare a prescindere, ma effettivamente gli young adult - un po' per caso, un po' perché il più delle volte la mia attenzione viene catturata da altro, un po' perché mi è bastato e avanzato il trauma di Colpa delle stelle (se vi siete persi la mia videorecensione di mesi fa, vi dico solo che l'ho odiato. A morte.) - gli young adult, dicevo, sono quasi del tutto assenti dalle mie letture abituali.

Fino alla fine del mondo è quindi una delle poche eccezioni, che ha fatto accendere più di una lampadina nel mio cervello e ha iniziato a sussurrarmi leggimi-leggimi-leggimi dopo aver dato appena un'occhiata alla trama: qui si ha a che fare letteralmente con la fine del mondo, gente. L'Armageddon, il cielo in fiamme, gente che si raccomanda l'anima a quante più divinità possibili e tutto questo genere di cose. Beh, o perlomeno si assiste a tutto ciò che succede a Seattle nelle settimane precedenti una probabile fine del mondo, ecco. Probabile al 66%, per l'esattezza, a causa di un qualcosina di trascurabile come un asteroide che, andando a zonzo nello spazio, ha pensato bene di prendere di mira proprio la Terra.


In particolare, l'autore si concentra su quelli che sembrano essere gli ultimi due mesi di vita di quattro adolescenti. Ognuno di loro ha il proprio POV, i propri fardelli familiari e le proprie paturnie tipicamente adolescenziali, a cui sono costretti ad aggiungere la consapevolezza che l'intera esistenza terrestre potrebbe essere al capolinea, cosa che li farà maturare a tempo di record e farà loro avvertire la necessità di sfruttare al meglio il tempo a disposizione e dare un senso alle proprie vite.
Facciamo così la conoscenza di Eliza, Peter, Anita e Andy, i quali potrebbero sembrare, perlomeno nelle prime pagine, l'incarnazione di quattro diversi stereotipi adolescenziali ma che invece, GRAZIE AL CIELO, presto mostrano di avere delle personalità ben più complesse di quelle stampate sulle etichette che sono state cucite loro addosso e soprattutto di quelle dei soliti protagonisti degli young adult.
«I libri migliori non parlano di cose a cui non avevi mai pensato prima. Parlano di quello che hai sempre pensato e credevi di pensare solo tu. Quando li leggi, all'improvviso ti senti un po' meno solo al mondo. Fai parte della comunità cosmica di persone che hanno pensato a quella cosa, qualunque sia.»
Ulteriore punto a favore di questo libro che si è fatto divorare in soli DUE GIORNI: il registro linguistico. Mi sarò già lamentata diverse volte, temo, di libri che vengono quasi rovinati perché il registro linguistico utilizzato dagli autori è completamente scollato dal contesto e stride con la personalità dei personaggi. Non è il caso di Fino alla fine del mondo, YEAH! Tommy Wallach riesce alla perfezione a rendere credibile ogni singola espressione utilizzata dai quattro teenager, senza scadere nel banale, senza stereotipi e soprattutto senza dar l'impressione di essere un adulto che si stia sforzando di parlare come un adolescente!

Piccola chicca: essendo Wallach anche un musicista, nel libro consiglia l'ascolto di una canzone composta appositamente per accompagnare il suo libro d'esordio, che potete trovare sul suo sito. A differenza del libro, non mi ha fatto particolarmente impazzire, ma ho molto apprezzato l'idea: quasi quasi sarebbe da consigliare anche ad altri autori!
Voto

Grazie ad Inkbooks ho avuto la possibilità di leggere e recensire un libro a cui non potevo assegnare meno di cinque stelline, una storia appassionante che non posso non consigliarvi!

2 commenti:

  1. Non mi ero mai soffermata a leggere la trama, ma devo dire che è diverso da come mi aspettavo!
    Mi sono lasciata fregare dalla copertina che non mi piace per niente (eh lo so, non si fa!).

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  2. Concordo con Ilenia la cover non mi attirava ma adesso sembra proprio che il libro merita quindi grazie per il consiglio.

    Mi sono unita ai lettori fissi grazie al link party di Jessica.
    A presto!

    RispondiElimina

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